Etologia

 
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Etologia (Comportamento animale)

 

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Montagne della Duchessa.
Le Riserva naturale delle Montagne della Duchessa segna il confine orientale della provincia di Rieti ( Corvaro ).
www.riservadelladuchessa.it

 

Dall' Etologia un contributo fondamentale alla comprensione dell' uomo.

     

La scienza naturale: etologia, studio del comportamento animale.


Etologia

: (dal gr. èthos, costume, e lògos, discorso). È la scienza del comportamento animale. L'Etologia studia e descrive i moduli comportamentali e cerca di spiegarli dai punti di vista causale (i meccanismi fisiologici), funzionale (i significati adattativi), ontogenetico (lo sviluppo) e filogenetico (la storia evolutiva). L'Etologia rappresenta oggi un'area interdisciplinare, in cui converge l'interesse di zoologi, ecologi, fisiologi, psicologi, sociologi, genetisti, biochimici, e così via, nonché una delle scienze biologiche di punta, sia per il prestigio delle scoperte effettuate sia per le tante implicazioni relative all'uomo e al suo comportamento.
Il suo ingresso in ambito internazionale è la definizione di scienza a se stante,al 1953, ossia alla pubblicazione, su una rivista tedesca, dei risultati delle ricerche di Konrad Lorenz sull’ istaurarsi dei rapporti affettivi tra gli uccelli attraverso la forma di apprendimento dell’ imprinting.
L’ etologia nasce in un clima di polemiche e di battaglie tra la scuola della psicologia finalistica e la scuola comportamentistica. Secondo la prima, la finalità evolutiva, insita nella natura stessa del’ individuo vivente, si concretizzava nell’ istinto primario di sopravvivenza, capace di modificare il comportamento adattativo di fronte a condizioni ambientali avverse. La seconda, invece, da particolare rilevanza alla pressione ambientale quale causa di apprendimento di nuove strategie vitali e di abbandono degli schemi fino a quel momento utili. La cerchia degli scienziati che abbracciavano tale teoria, studiavano gli animali (soprattutto i ratti) in laboratorio proponendo loro problemi lontani dalle situazioni naturali e stimolando cosi l’ espressione delle loro risorse individuali di adattamento, e cioè la capacità di risolvere problemi tramite apprendimento.
Lorenz mediò le due posizioni, operando una sintesi tra innato e l’ acquisito, concetti esaminati in modo antitetico dalle due teorie, giungendo alla conclusione che ogni apprendimento trova il suo fondamento in un programma inserito nel codice genetico della specie animale che induce l’ organismo a moduli comportamentali indispensabili per la conservazione della specie stessa.
Lorenz intuì che l’ interpretazione data sino ad allora di ciò che veniva chiamato “azione istintiva specifica” conteneva un errore concettuale di fondo : tale azione, infatti veniva spiegata sia come reazione innata a determinate configurazioni ambientali, sotto forma di stimoli, sia in termini di moduli motori scatenati da tali stimolazioni specifici ed ereditati filogeneticamente da ogni specie animale; si riteneva cioè che a ogni stimolo specifico seguisse inevitabilmente una risposta neurofisiologica semplice e stereotipia, il riflesso. Lorenz avvertì l’ esigenza di tenere distinti il meccanismo scatenante innato, che permette all’ animale il riconoscimento su base genetica di situazioni ambientali significative per la sopravvivenza, e il movimento filogeneticamente programmato attivato dal meccanismo scatenante stesso : una cosa è la capacità innata di riconoscere situazioni ambientali rilevanti, aperte a produrre diverse reazioni di fronte alla diversità delle variabili; ben altra è la capacità, sempre innata, ma ormai fissata e codificata, di eseguire comportamenti finalizzati secondo sequenze prestabilite. Sono due prestazioni di livello fisiologico diverso. I moduli motori hanno origine da impulsi centrali e sono coordinati dal sistema nervoso senza essere necessariamente conseguenza di percezioni o di reazioni di fronte a stimoli ambientali. I l sistema nervoso centrale integra su diversi piani di complessità, a seconda della specie i valori moduli comportamentali innati e genetici, rendendo l’ animale di volta in volta adatto ad affrontare le varie situazioni in cui si trova a vivere. Con ciò si intende che i vari livelli di organizzazione del sistema nervoso, da quelli piu’ semplici cellulari fino a quello reticolarre , gangliare e centrale, hanno insita in se, una spontaneità di integrazione e di attività propria delle cellule nervoso nel produrre gli opportuni movimenti motori.
Ma vale la pena di rimarcare il significato quasi simbolico che assume il fatto che nell’ “atto di nascita” dell’ etologia si sia raccontato proprio il fenomeno dell’ imprinting. Si tratta di quella forma di apprendimento precoce attraverso cui il pulcino neonato mette a fuoco, osservando appena nato la madre, le caratteristiche della sua stessa specie. Su questo apprendimento irreversibile l’ uccello baserà poi, nel corso della sua vità, il suo comportamento sessuale e sociale. Ebbene l’ imprinting è un fenomeno di apprendimento e pure le sue caratteristiche sono definite geneticamente: ad esempio esso può aver luogo soltanto in un preciso periodo della vita del piccolo e tale periodo è caratteristica specifica, delimitata geneticamente e cosi trasmessa di generazione in generazione. L’ imprinting è un ottimo esempio del merito che dobbiamo riconoscere all’ etologia, una volta scavalcati gli estremismi polemici degli inizi, e ciè di averci palesato molto bene che tutti i comportamenti dipendono, sempre , in parte dal corredo genetico e in parte dall’ ambiente in cui gli animali vivono e si sviluppano.