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La scienza naturale: etologia, studio del comportamento animale.
Etologia : (dal gr. èthos, costume, e lògos, discorso). È la scienza del
comportamento animale. L'Etologia studia e descrive i moduli comportamentali e
cerca di spiegarli dai punti di vista causale (i meccanismi fisiologici),
funzionale (i significati adattativi), ontogenetico (lo sviluppo) e filogenetico
(la storia evolutiva). L'Etologia rappresenta oggi un'area interdisciplinare, in
cui converge l'interesse di
zoologi,
ecologi, fisiologi, psicologi, sociologi,
genetisti, biochimici, e così via, nonché una delle scienze biologiche di punta,
sia per il prestigio delle scoperte effettuate sia per le tante implicazioni
relative all'uomo e al suo comportamento.
Il suo ingresso in ambito internazionale è la definizione di
scienza a se
stante,al 1953, ossia alla pubblicazione, su una rivista tedesca, dei risultati
delle ricerche di Konrad Lorenz sull’ istaurarsi dei rapporti affettivi tra
gli
uccelli attraverso la forma di apprendimento dell’ imprinting.
L’ etologia nasce in un clima di polemiche e di battaglie tra la scuola della
psicologia finalistica e la scuola comportamentistica. Secondo la prima, la
finalità evolutiva, insita nella
natura stessa del’ individuo vivente, si
concretizzava nell’ istinto primario di sopravvivenza, capace di modificare il
comportamento adattativo di fronte a
condizioni ambientali avverse. La seconda,
invece, da particolare rilevanza alla pressione ambientale quale causa di
apprendimento di nuove strategie vitali e di abbandono degli schemi fino a quel
momento utili. La cerchia degli scienziati che abbracciavano tale teoria,
studiavano gli
animali (soprattutto i
ratti) in laboratorio proponendo loro
problemi lontani dalle situazioni naturali e stimolando cosi l’ espressione
delle loro risorse individuali di adattamento, e cioè la capacità di risolvere
problemi tramite apprendimento.
Lorenz mediò le due posizioni, operando una sintesi tra innato e l’ acquisito,
concetti esaminati in modo antitetico dalle due teorie, giungendo alla
conclusione che ogni apprendimento trova il suo fondamento in un programma
inserito nel codice genetico della specie animale che induce l’ organismo a
moduli comportamentali indispensabili per la conservazione della specie stessa.
Lorenz intuì che l’ interpretazione data sino ad allora di ciò che veniva
chiamato “azione istintiva specifica” conteneva un errore concettuale di fondo :
tale azione, infatti veniva spiegata sia come reazione innata a determinate
configurazioni ambientali, sotto forma di stimoli, sia in termini di moduli
motori scatenati da tali stimolazioni specifici ed ereditati filogeneticamente
da ogni specie animale; si riteneva cioè che a ogni stimolo specifico seguisse
inevitabilmente una risposta neurofisiologica semplice e stereotipia, il
riflesso. Lorenz avvertì l’ esigenza di tenere distinti il meccanismo scatenante
innato, che permette all’ animale il riconoscimento su base genetica di
situazioni ambientali significative per la sopravvivenza, e il movimento
filogeneticamente programmato attivato dal meccanismo scatenante stesso : una
cosa è la capacità innata di riconoscere situazioni ambientali rilevanti, aperte
a produrre diverse reazioni di fronte alla diversità delle variabili; ben altra
è la capacità, sempre innata, ma ormai fissata e codificata, di eseguire
comportamenti finalizzati secondo sequenze prestabilite. Sono due prestazioni di
livello fisiologico diverso. I moduli motori hanno origine da impulsi centrali e
sono coordinati dal sistema nervoso senza essere necessariamente conseguenza di
percezioni o di reazioni di fronte a stimoli ambientali. I l sistema nervoso
centrale integra su diversi piani di complessità, a seconda della specie i
valori moduli comportamentali innati e genetici, rendendo l’ animale di volta in
volta adatto ad affrontare le varie situazioni in cui si trova a vivere. Con ciò
si intende che i vari livelli di organizzazione del sistema nervoso, da quelli
piu’ semplici cellulari fino a quello reticolarre , gangliare e centrale, hanno
insita in se, una spontaneità di integrazione e di attività propria delle
cellule nervoso nel produrre gli opportuni movimenti motori.
Ma vale la pena di rimarcare il significato quasi simbolico che assume il fatto
che nell’ “atto di nascita” dell’ etologia si sia raccontato proprio il fenomeno
dell’ imprinting. Si tratta di quella forma di apprendimento precoce attraverso
cui il pulcino neonato mette a fuoco, osservando appena nato la madre, le
caratteristiche della sua stessa specie. Su questo apprendimento irreversibile
l’ uccello baserà poi, nel corso della sua vità, il suo comportamento sessuale e
sociale. Ebbene l’ imprinting è un fenomeno di apprendimento e pure le sue
caratteristiche sono definite geneticamente: ad esempio esso può aver luogo
soltanto in un preciso periodo della vita del piccolo e tale periodo è
caratteristica specifica, delimitata geneticamente e cosi trasmessa di
generazione in generazione. L’ imprinting è un ottimo esempio del merito che
dobbiamo riconoscere all’ etologia, una volta scavalcati gli estremismi polemici
degli inizi, e ciè di averci palesato molto bene che tutti i comportamenti
dipendono, sempre , in parte dal corredo genetico e in parte dall’ ambiente in
cui gli animali vivono e si sviluppano.
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